Title

Le rivoluzioni di Verga

Document Type

Book Chapter

Publication Date

2020

Department

Italian

Language

Italian

Publication Title

I suoi begli anni: Verga tra Milano e Catania (1872-1891): Atti del Convegno Internazionale di Studi per il quarantennale della Fondazione Verga (Catania 19-21 aprile 2018 - Milano 28-30 novembre 2018)

Abstract

Quando ricevetti l’invito a partecipare al convegno di studi verghiani di catania mi trovai un po’ in imbarazzo, poiché da troppo tempo non studiavo più con la dovuta attenzione i testi di Verga. Il mio maggior contributo è un libro pubblicato nel lontano 1999, presentato come tesi di dottorato in letterature comparate alla University of Oregon nel 1991, intitolato Experimental Fictions: From Emile Zola’s Naturalism to Giovanni Verga’s Verism, in cui raffrontavo l’opera dello scrittore siciliano con quella di emile zola, ponendo l’accento sulle ideologie, le tematiche e le tecniche narrative dei due autori. I due capitoli centrali si concentravano rispettivamente su I Malavaglia e L’assommoir, con un’enfasi particolare sull’uso del discorso libero indiretto nei due autori, mentre nell’altro paragonavo l’ascesa e il declino di Mastro-don Gesualdo con quella di Aristide Saccard, protagonista di due romanzi del ciclo dei Rougon Macquart, La cureé e L’argent. Il tema centrale nelle vicende di Aristide e Gesualdo era a, a mio parere, la reificazione, illustrata attraverso una tecnica narrativa che definivo allegorica. nella seconda metà degli anni ottanta mi trovai a studiare con Irving Wohlfarth, un grande esperto di Walter benjamin, generando in tal modo una convergenza tra i miei studi di dottorato e la ricerca portata avanti da Romano Luperini, che ebbi modo di conoscere nel 1991 quando venne alla University of Michigan a presentare una relazione sulle tendenze attuali della critica in Italia, poi pubblicato su Belfagor. In Michigan insegnava in quegli anni un altro valente comparatista e studioso di Verga, Gregory Lucente, di cui serbo ancora una lettera di incoraggiamento a proseguire le mie ricerche nella direzione del modernismo. Dopo Verga, passai a studiare Pirandello e altri autori del primo novecento, ma sempre con lo sguardo rivolto indietro, verso gli insegnamenti del Verismo e naturalismo, che per certi versi non sono stati ‘barriere’ ma piuttosto trampolini di lancio verso le sperimentazioni letterarie più stimolanti del XX secolo. con la pubblicazione dei primi lavori su Verga venni in contatto anche con Pierluigi Pellini, studioso del naturalismo e traduttore di zola, con cui continuo a mantenere rapporti di lavoro e amicizia. Recentemente, grazie agli inviti e sollecitazioni di Andrea Manganaro, mi sono riavvicinato a Verga, a cui ho dedicato recentemente un seminario, in cui i miei allievi hanno tradotto alcune novelle tratte dalla raccolta Per le vie. Una dovuta premessa per dire che questo saggio esplorativo segna in qualche modo un ritorno a Verga, dal quale spero che possa nascere qualche frutto interessante.

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