Title

Desegnare é un modo di pensare: Un'introduzione a Chris Ware

Document Type

Book Chapter

Publication Date

2016

Department

English

Language

Italian

Publication Title

Chris Ware: il palazzo della memoria: scritti, disegni, interviste

Abstract

Accostarsi alle opere di Chris Ware per la prima volta può essere un'esperienza sconcertante. Perché l'edizione in cartonato di Jimmy Corrigan: The Smartest Kid on Earth (2000) ha una sovraccoperta così enigmatica e decorata? Dove si trovano di preciso il nome dell'autore e il titolo del libro, e che utilità hanno quei diagrammi intricati e quelle istruzioni per il ritaglio? I pochi coraggiosi che dispiegano la sovracoperta vengono premiati con una mappa costituita da vignette di varie dimensioni e orientamenti, caratterizzate da bruschi cambiamenti di scala, che offrono una visione storica del mondo focalizzata su multiple generazioni e su connessioni transatlantiche tra l'immigrazione irlandese e la tratta degli schiavi. Disposti sulla pagina con una frastornante intensità visiva, questi minuscoli paesaggi sono misteriosamente interrotti da espressioni come "Quindi", "Ma", "E così" e attraversati da una rete di frecce e linee (tratteggiate o continue) che operano in base a una logica inizialmente incomprensibile. Se pensate che tutto questo sia scoraggiante, sappiate che se passerete ai risguardi troverete delle "Istruzioni generali", seguite da una breve "Introduzione" e da cinque sezioni culminanti in un questionario; il tutto scritto in caratteri così dolorosamente piccoli da richiedere una vista sovrannaturale o da invitare almeno ad avvicinare il libro al viso fin quasi a toccarlo con il naso. Leggere un libro di Chris Ware è un'esperienza straordinariamente coinvolgente e richiede tempo e grande attenzione, uno sforzo ripagato da un piacere estetico che potrebbe sembrare anacronistico in questo Ventesimo secolo della distrazione. Charles McGrath del New York Times esalta il fumetto in quanto genere letterario del futuro ed elogia Jimmy Corrigan per essere "senza dubbio il più bello e il più complicato tra i nuovi graphic novel", mentre il critico d'arte Peter Schjeldahl identifica l'autore come esponente del "culto della difficoltà" che ha sempre caratterizzato le avanguardie, dagli esperimenti cubisti di Picasso e Braque alla criptica erudizione di Elliot e Pount. Di certo questi paragoni imbarazzerebbero Ware, ma McGrath e Schjeldahl non sono i soli: il suo lavoro è stato associato anche alla narrativa di Italo Calvino, Julio Cortàzar, John Barth e allo "high modernism letterario di Kafka". Nelle sue interviste e nei saggi critici, è lo stesso Ware a rivelare un'inclinazione decisamente letteraria, includendo riferimenti a Hemingway, Tolstoj, Nabokov e Flaubert nel commentare il tono e la struttura delle sue opere. Ci sono inoltre notevoli somiglianze fra i suoi lavori e la narrativa contemporanea sperimentale di Dave Eggers, il cui autobiografico L'opera struggente di un formidabile genio, pubblicato lo stesso anno di Jimmy Corrigan, si apre con un'introduzione contenente una bilancia che misura l'orientamento sessuale dell'autore e una prefazione alla prefazione intitolata "Regole e suggerimenti per apprezzare al meglio questo libro". Building Stories (2012), costituito da quattordici parti narrative, che variano per misura dall'opuscolo al formato lenzuolo da quotidiano, è parzialmente inspirato al romanzo sperimentale di B.S. Jonhson In balìa di una sorte avversa ed è stato paragonato all'Ulisse di James Joyce.

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For more information on the published version, visit Coconino Press/Fandango Editore's Website.

"Desegnare é un modo di pensare: Un'introduzione a Chris Ware" is the Italian translation and updated version of:
Kuhlman, Martha B., and David M. Ball. "Introduction: Chris Ware and the "Cult of Difficulty."' In The Comics of Chris Ware: Drawing is a Way of Thinking, edited by David M. Ball and Martha B. Kuhlman, ix-xxiii. Jackson: University Press of Mississippi, 2010.

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