Title

Testimonianze di un’anima divisa nel «Canzoniere» di Petrarca

Document Type

Article

Publication Date

2006

Department

Italian

Language

Italian

Publication Title

Studi di Filologia Italiana

Abstract

Nelle Confessioni, una questione dominante è la distinzione filosofica tra la «parte» e l’«intero». Molte componenti del testo agostiniano convergono su questa relazione tanto cara agli stoici, riproposta poi dallo stesso Agostino in un contesto cristiano. Il filosofo comincia il testo lodando la saggezza infinita del Signore e nel contempo ribadisce la qualità partecipante (ma parziale) della creazione quando scrive: «portio creaturae tuae» (Conf. I 1) che all’inizio del testo viene ripetuto due volte. La relazione tra il Creatore e la creatura, tra l’infinito e il finito si stabilisce con la parola «portio» che va sempre interpretata nel contesto della parzialità di qualcosa. Il pensiero di Agostino si presenta in questo quadro evolvendosi attraverso i vari libri per arrivare poi a una comprensione maggiore di queste relazioni. Sempre nel primo libro, Agostino si rivolge direttamente al Signore con una serie di domande retoriche per aprire una ricerca su queste relazioni:

Capiunt ergone te caelum et terra, quoniam tu imples ea? an imples et restat, quo-niam non te capiunt? et quo refundis quidquid impleto caelo et terra restat ex te? an non opus habes, ut quoquam continearis, qui contines omnia, quoniam quae imples continendo imples? (Conf. I 3)

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