Document Type

Article

Publication Date

11-2009

Department

Italian

Language

Italian

Publication Title

Quaderni del '900

Abstract

Francesco Biamonti, scrittore della Riviera di Ponente, cominciò a pubblicare in età matura, quando aveva più di 50 anni. Il manoscritto del suo primo romanzo, intitolato L’angelo di Avrigue, fu presentato a Italo Calvino da Nico Orengo, autore di molti testi narrativi ambientati anch’essi nella zona di confine tra Liguria e Costa Azzurra. La reazione di Calvino fu molto positiva, come attestano i commenti sul retro di copertina della prima edizione Einaudi: "Ci sono romanzi-paesaggio cosi come ci sono romanzi-retratto. Questo vive, pagina per pagina, ora per ora, della luce del paesaggio aspro e scosceso dell'entroterra ligure, nell'estremo suo lembo di Ponente, al confine con la Francia". In poche parole Calvino riuscì a mettere a fuoco le caratteristiche essenziali della scrittura biamontiana, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto del paesaggio, che rimarrà una costante della sua produzione narrativa. Situato in posizione marginale rispetto alle febbri speculative già descritte da Calvino durante gli anni del boom e poi allargatesi a macchia d’olio nei decennia seguenti, Biamonti riesce ad exprimere il crollo delle certezze che avevano caratterizzato lo sviluppo economico italiano con la conseguente distruzione del paesaggio tradizionale: << Qui da noi, sulla costa ligure occidentale, è morta la civiltà dell'ulivo (...) E anche la civiltà marinara è morta. Non c’ è più niente. E un’altra civiltà non si intravvede >>.

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DOI

10.1400/148869

COinS